Cosa sono gli Stili di Birra? Ve lo diciamo noi

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Cosa sono gli stili di Birra? Questa è la domanda che più spesso ci viene posta quando facciamo eventi, segno che su questo argomento c’è ancora molto da fare. Prendendo in prestito un vecchio motto, potremmo dire che il mondo della birra è bello perché è vario. Infatti quando ci si appassiona alla birra artigianale si scopre molto velocemente che non esiste soltanto la distinzione fra la “chiara”, “la rossa” e “la scura” ma esistono decine di stili di birra differenti, ognuno con le proprie caratteristiche e peculiarità.

Per far comprendere subito cosa sono gli stili di birra possiamo dire che sono l’equivalente delle razze nel mondo canino. Quando, ad esempio, decidiamo di comprare un Pastore Tedesco, lo facciamo aspettandoci determinate caratteristiche fisiche e di temperamento. In particolare sappiamo che questo è un animale di grossa taglia, con una testa proporzionata al corpo, con un carattere fedele, equilibrato ed attento.
Dobbiamo ragionare nella stessa identica maniera per quanto riguarda le birre artigianali. Se decidiamo di comprarmi una Lager, sappiamo che dovrà avere determinate caratteristiche visive, di olfatto e di sapore. Solitamente è una birra chiara, limpida, con un accenno di profumo erbaceo ed un piacevole sapore di malto, con un finale leggermente amaro.

Gran parte del lavoro, per quanto riguarda la suddivisione in stili di birra, la si deve allo scrittore inglese Michael Jackson che nel suo libro “The World Guide To Beer” del 1977, cataloga tantissime birre provenienti da tutto il mondo in gruppi stilistici. Oggi, la classificazione parte dal tipo di fermentazione delle birre, che vengono suddivise in 4 grandi famiglie:

– bassa fermentazione – LAGER
– alta fermentazione – ALE
– fermentazione spontanea
– fermentazione mista

In funzione delle caratteristiche visive, di gusto, di alcool ma anche degli ingredienti utilizzati, il processo produttivo impiegato ed il paese di origine e la sua storia, vengono suddivise in Stili e Sottostili.

Nell’immagine che segue, potete vedere una mappa di questo particolare mondo e di come complesso e vario esso sia (cliccate sull’immagine per ingrandire a piacimento):

mappa stili di birra artigianale
Attualmente non esiste un accordo globale su quanti stili birrari esistano, esistono invece delle linee guida che cercano di “fare ordine” in questo vasto mondo, come ad esempio il Beer Judge Certification Program (Programma Certificazione Giudici Birrari).
Una precisazione a questo punto appare doverosa: i confini fra stili di birra sono un qualcosa di elastico e non rigido; ogni tanto ne nascono di nuovi, come l’ Italian Grape Ale caratterizzato dall’impiego di diverse varietà di uve, ed ogni tanto ne scompare qualcuno, questo perché gli ingredienti utilizzati cambiano, si modificano i processi produttivi, nascono nuovi paesi produttori. Di conseguenza cambiano anche le linee guida con i relativi stili. Non sempre è possibile “inquadrare” una birra in uno stile in quanto questa potrebbe presentare caratteristiche comuni a più stili o sottostili oppure potrebbe essere la capostipite di un nuovo stile e quindi presentare caratteristiche insolite.

Prendendo spunto dal già citato BJCP, analizziamo le linee guida (opportunamente ridotte per essere comprensibili a tutti) per quanto riguarda gli stili delle nostre birre (per una visione completa si rimanda alle linee guida stesse tradotte in italiano dal Mobi)

Belgian Pale Ale – PUPA
Ale belga moderatamente maltata, lievemente fruttata con sentori di arancia o pera, facile da bere e di color rame che la rende in qualche modo meno aggressiva, nel profilo gustativo, di molte altre birre belghe. Il carattere del malto tende ad essere leggermente biscottato con un lieve tostato, di miele o caramello. Il carattere fruttato è percepibile ed è complementare al malto. Il livello di amaro è generalmente moderato e può sembrare anche minore a causa del ricco profilo del malto. Schiuma cremosa e massiccia, di colore bianco che spesso svanisce più rapidamente delle altre birre belghe. Equilibrio generale ben bilanciato, senza nessun elemento che emerge. Il maltato e il fruttato sono più evidenti all’inizio, mentre l’amaro e il carattere secco fanno da supporto successivo. Corpo da medio a medio-leggero. Palato morbido. Il livello di alcol è contenuto. Carbonazione da media a medio-alta.

PUPA rientra pienamente in questo stile in quanto possiede molte delle caratteristiche di appartenenza con le dovute variazioni che sono legittime e doverose.

American IPA – INACHIS IO
Ale americana decisamente luppolata e amara, moderatamente forte, dal colore dorato medio a rosso-ambrato chiaro che mette in evidenza i moderni luppoli americani e pacifici con sentori di agrumato, floreale, balsamico, resinoso, speziato, frutta tropicale, frutta col nocciolo, frutti di bosco, melone, ecc. Molte versioni hanno il dry-hopping e offrono un aroma di luppolo fresco che è desiderabile ma non richiesto. Se è presente, l’erbaceo dovrebbe essere minimo. Schiuma media da bianca a color crema con buona persistenza. L’equilibrio vira verso il luppolo, con un profilo fermentativo pulito, finale secco e malto pulito di supporto che permette di far risaltare l’elevata creatività nella luppolatura. L’amaro e il gusto di luppolo possono permanere nel retrogusto, ma non dovrebbero essere aspri. Si può notare una leggera e delicata nota alcolica nelle versioni più forti. Corpo da medio-leggero a medio con struttura morbida. Carbonazione da media a medio-alta.

INACHIS IO presenta caratteristiche assimilabili a questo stile, in particolare per l’utilizzo di 4 varietà di luppoli americani che le donano un sentore ed un sapore del tutto particolare.

British Strong Ale – CARATA
Ale di potenza alcolica rispettabile, di colore da dorato intenso a bruno-rossiccio scuro. Presente un carattere di malto da medio ad alto spesso con cioccolato, toffee o caramello. Nelle versioni più scure si percepiscono talvolta note leggere di cioccolato e può anche avere una interessante complessità proveniente dagli zuccheri aggiunti. Gli aromi del luppolo possono variare molto ma tipicamente hanno note terrose, resinose e/o floreali. Schiuma da bassa a moderata di colore da crema a marrone-rossiccio e con media ritenzione. L’equilibrio è spesso verso il malto ma può essere anche ben luppolato, influenzando l’impronta di maltosità. Il finale varia da medio-secco a leggermente amaro. Dovrebbe essere evidente l’alcol, ma non dominante. Corpo da medio a pieno. Struttura morbida. Il calore dell’alcol è spesso evidente e sempre desiderabile. Carbonazione da bassa a moderata.

CARATA è nata con queste caratteristiche, con in aggiunta la complessità che deriva dal miele invecchiato in botti che la inseriscono di diritto in una categoria “senza stile” visto l’unicità del miele.

Sarà la primogenita di un nuovo stile?
Noi ne siamo sicuri

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